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recensioni

Haven, un client SSH per Android (che è diventato molto più di un client SSH)

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Chi lavora spesso da terminale conosce bene il problema: sullo smartphone si finisce quasi sempre per installare tre o quattro app diverse, una per l’SSH, una per il desktop remoto, una per sfogliare i file su un server e magari un’altra ancora per il cloud. Haven, progetto Android rilasciato sotto licenza AGPLv3, prova a mettere tutto sotto lo stesso tetto.

Cosa ci trovate dentro

Il cuore dell’app è il terminale che, oltre al classico SSH, supporta anche Mosh ed Eternal Terminal, due protocolli pensati per sopravvivere ai cambi di rete e alle connessioni instabili, quindi molto adatti a un telefono che magari passa dal Wi-Fi al 4G.

Se sul server lavorate dentro una sessione tmux, Haven se ne accorge e ve la ripropone com’era quando riaprite l’app, senza doverla riagganciare a mano. C’è poi una barra sopra la tastiera con i tasti di controllo che su un touchscreen non esistono, e potete decidere voi quali metterci.

Accanto al terminale trovate i desktop remoti via VNC e RDP, un browser di file unificato che gestisce SFTP, SMB e, grazie a rclone integrato, anche sessanta servizi cloud, con la possibilità di spostare file da un sistema all’altro senza doverla prima scaricare in locale. C’è poi la gestione dei tunnel e dei port forwarding, i proxy SOCKS e Tor, WireGuard e Tailscale per singola app, e un client email che parla IMAP/SMTP e che supporta addirittura il protocollo bridge di ProtonMail.

La parte forse più curiosa è l’ambiente Linux locale: tramite PRoot potrete far girare Alpine, Debian, Arch o Void direttamente sul dispositivo, senza root e su qualunque telefono da Android 8 in su. Sopra ci si può appoggiare un compositor Wayland nativo con accelerazione grafica, il che significa avere un desktop Linux vero e proprio sullo schermo del telefono. Completa il quadro il supporto a Reticulum, la rete mesh che continua a funzionare anche quando internet non c’è.

Come si installa e cosa sapere prima

Haven si scarica dalle release su GitHub oppure da F-Droid, e le due versioni hanno esattamente le stesse funzioni. Attenzione però a un dettaglio: come sempre i due canali usano chiavi di firma diverse, quindi non potrete aggiornare passando dall’uno all’altro. Se cambiate canale dovrete disinstallare e reinstallare, perdendo i dati dell’app, meglio fare prima un backup dalle impostazioni, che tra l’altro è cifrato in AES-256-GCM.

L’interfaccia è tradotta in dodici lingue ma anche ancora l’italiano non c’è ancora: se volete collaborare qui trovate come fare.

Un progetto costruito in modo particolare

Vale la pena segnalare una cosa che lo sviluppatore dichiara apertamente nel README: la maggior parte del codice di Haven è scritta da Claude Code, mentre il suo ruolo è più quello di raccogliere le richieste degli utenti, stabilire le priorità e controllare la qualità del risultato. In cima alla pagina del progetto campeggia una citazione che lo definisce un esperimento di vibe coding.

Considerando che parliamo di un’app che gestisce chiavi SSH e credenziali di accesso ai vostri server, è un’informazione che ognuno valuterà come crede. Ma è giusto saperla e secondo noi va anche riconosciuto che è stata messa in chiaro invece che nascosta.

Non ci sono telemetria né tracker, c’è il blocco biometrico, e il codice è tutto pubblico su GitHub.

Trovate tutto sul sito ufficiale e nel repository GitHub, mentre per installarla potete scegliere tra F-Droid e l’APK delle release.

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