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A.E.S., il server di minigiochi open source su Luanti cerca il vostro supporto
Se l’industria videoludica vi ha comprensibilmente stancato con le sue skin a pagamento, i battle pass e i modelli free-to-play (che di gratuito spesso hanno davvero ben poco), A.E.S. esiste esattamente per questo motivo. Dal 2020 questi giochi online costruiti su Luanti (il motore open source ex-Minetest) va avanti con una filosofia ben precisa: gratuito, senza acquisti in gioco, senza power-up a pagamento e con tutto l’ecosistema rilasciato come software libero: non solo il gioco online, ma anche il sito, gli strumenti per la community e persino le statistiche di utilizzo, consultabili pubblicamente su monitoring.aes.land.
Cosa c’è dentro
A.E.S. non è un gioco singolo ma è una sorta di snodo centrale da cui scegliere diverse tipologie di gioco. Tra i titoli disponibili trovate Block League, Fantasy Brawl e Skywars come giochi di punta, ma c’è anche Murder, una modalità Arcade che raggruppa minigiochi più brevi come TNTTag, TNTRun e Colour Jump, più Sumo, QuikBild e Balloon Bop. Qualcosa per quasi tutti i gusti, insomma, con una grafica coerente basata sulla palette Soothing32 (un set di colori armonizzati pensato per dare un aspetto uniforme e piacevole) e un’interfaccia pensata per hardware non recente. Il che non è certo un dettaglio secondario!
L’accesso è tramite il client Luanti, il server è pubblico e la community si coordina su Matrix e Mastodon. È disponibile anche Weblate per chi volesse contribuire alle traduzioni.
Sei anni di lavoro volontario e i suoi limiti
Il progetto è nato dall’iniziativa di Zughy, all’epoca pixel artist, insieme ad altri collaboratori. La prima versione si chiamava FOSSa delle Papere e aveva tutti i segni di un lavoro amatoriale agli inizi. Il team è nato interamente italiano e per anni è rimasto tale; solo di recente lo staff si è allargato con collaboratori internazionali per la moderazione e la gestione degli eventi. Nel tempo il progetto è cresciuto: nuovi minigiochi, sistemi interni, presenza sui social, un sito multilingua. Ma il tempo rimane il collo di bottiglia principale: chi ci lavora lo fa nel tempo libero, la sera o nei weekend.
Il punto non è che A.E.S. rischia di smettere di esistere ma la differenza tra la situazione attuale e una con del sostegno economico è però concreta: quello che oggi richiede da sei mesi a due anni potrebbe essere consegnato in uno o due mesi.
Il problema delle donazioni (e le leggi italiane)
Il team ha lanciato una campagna di donazioni su Liberapay, ma con una premessa onesta: il sistema tradizionale delle donazioni non funziona granché. Le persone si aspettano qualcosa in cambio, come da ogni altro prodotto digitale. Offrire vantaggi in gioco in cambio di denaro, però, trasformerebbe una donazione in una vendita, con tutto quello che comporta sul piano fiscale italiano: una partita IVA e circa 4.500 euro di tasse annue a prescindere dal fatturato. Non esattamente un modello sostenibile per un progetto hobbistico.
La strada scelta è quindi diversa: pubblicare una roadmap indicativa di ciò che potrebbe essere sviluppato con il supporto della community, senza garanzie vincolanti e senza che chi dona riceva diritti speciali o priorità sulle feature. A.E.S. resta per tutti, donatori o meno. La roadmap è visibile direttamente sulla pagina Liberapay.
Perché ne parliamo
A.E.S. è uno dei pochi progetti che porta il software libero nel mondo dei videogiochi multiplayer con una certa serietà. È stato portato in fiera fino a Bruxelles, ha una community internazionale attiva e funziona. Se siete in linea con questi valori e volete che il progetto acceleri, la pagina donazioni è questa. Altrimenti potete semplicemente scaricarlo e giocarci: è gratis e non chiede nulla in cambio.
Donazioni Sito ufficiale